Un sogno diventato realtà



Ho sognato una Harley-Davidson® per tutta l'adolescenza. Ho passato estati ad ascoltarne il rombo quando una di esse passava per la strada. Il suono che emette una Harley non è uguale a nessun'altra moto ed è un rombo inconfondibile, cupo e basso!

Ne ho letto le qualità nei gionali specializzati per anni, ne ho ammirato le foto e ho sognato come sarebbe stato averne una! Mi sono immaginato in sella ad una di esse per una vita ma mille cose mi hanno sempre impedito di cavalcarne una. Poi un giorno una Harley-Davidson® è entrata prepotentemente nella mia vita e l'ha cambiata!! La cosa più bella è che anche la mia dolce metà ne è rimasta affascinata e rapita e con me condivide questa passione e quindi sono ancora più felice perchè ho tutto quello posso volere! Perchè un'Harley? perchè è diversa da tutte le altre moto, non solo perchè ha un cuore che vanta più di cent'anni di storia, ma perchè è un simbolo, un modo d'essere e di vivere. Un'Harley scatena le stesse sensazioni che provocano i maggiolini o le vecchie 500... ha quel non so chè che ti lega a lei e la fa apparire come se avesse un'anima e fosse viva e per me è così!

La vita, lo sappiamo non è mai facile o tutta in discesa, ma posso tranquillamente affermare che quando monto in sella e giro la chiave tutto svanisce. I problemi e i pensieri saranno lì in garage ad attendemi al mio ritorno, ma finchè sono in sella non c'è niente e nessuno.
Ti siedi li, comodo nella sua sellona, le braccia distese e le gambe in aventi e vai, pot pot pot il motore fa la sua musica e il paesaggio scorre attorno a te. Il fruscio dell'aria nel casco ti accompagna lungo la strada che sembra aprirsi davanti al potente faro che capeggia sulle forche. Mi guardo i piedi e sono immobili sulle pedane, mentre sotto, a pochi centimetri scorre veloce l'asfalto. Metto la quinta e via. Sono le strade che per anni ho percorso chiuso in macchina ma non sembrano le stesse, il paesaggio è più vicino e il cielo è proprio sopra di te.

Il vento in faccia ti accarezza e a volte qualche insetto lo fa anche più forte... ma fa tutto parte del programma :) La destinazione non conta mai, il bello è il viaggio. Le auto e le altre moto, i "plasticoni" è cosè che gli chiamiamo noi, corrono veloci noncuranti di noi che forse abbiamo scoperto un modo per goderci anche il semplice tragitto casa-ufficio-casa. Ci sono poi i raduni dove vai e ti senti a casa perchè sei insieme a tante altre persone che come te sono accomunate dalla stessa passione.
Tutti con il proprio gilet di pelle pieno di patch cucite sopra, ricordi di altri raduni.
L'emozione e i brividi che si provano ogni volta partendo in gruppo sono indescrivibili. Un serpente d'acciaio di mille colori che romba e si snoda per la strada. Le auto ci fanno spazio e le strade sono tutte per noi. Nei paesi la gente si ferma sui marciapiedi e ci guarda passare, visi si affacciano dalle finestre richiamati da quel "rumore" che invade tutto e noi passiamo, quasi indifferenti, con le faccie da duri, ma con il petto gonfio di gioia. Qualcuno saluta ed è contraccambiato, qualcun'altro si tappa le orecchie... ma come facciamo a spiegargli che l'Harley è anche questo. Un colpo di gas e via si prosegue.
E quando ti fermi e parcheggi la moto in qualche piazza la gente si avvicina e ammira questa moto o quell'accessorio. Qualcuno chiede la cilindrata o se sono comode e poi c'è sempre qualcuno che ti dice che prima o poi la comprerà anche lui perchè sono moto uniche o perchè quand'era ragazzo ha visto easy rider ed è rimasto innamorato di questi chopper.

Ecco qual è per me il perchè di una Harley-Davidson®




C'è una motocicletta che se ne frega delle mode, e dagli altri non ha copiato niente.
E' in giro da cent'anni. Ma non è cambiata cento volte.
Ha due cilindri e un carburatore e poche valvole e pochi pezzi per restare una motocicletta, per durare nel tempo.
C'è un motore che vibra e che vive, che è vero, che non divide nulla con la tecnologia spaziale.
C'e ancora qualcuno che misura la leggenda in secoli e non in secondi, c'è un sistema di essere felici a 30 all'ora,
c'è un modo di andare in motocicletta senza sfidare il mondo intero,
ci sono spazi che vale la pena ancora di vedere al rallentatore, senza record casello-casello,
senza duecentosettanta all'ora, senza spaccare una gomma in mille chilometri,
c'è una motocicletta che non batterà limiti di accelerazione, che ha sconfitto tutti gli attacchi.
Una motocicletta che può girare senza il nome sul serbatoio e senza essere scambiata per qualcun'altro.
Sono ancora in giro per il mondo e per l'Italia, quelle belle motociclette semplici, sane, robuste,
figlie del cuore e non del computer.
Quelle motociclette alle quali voglio bene.

by Carlo Talamo



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